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Troncato: 1º d'oro a tre gigli di rosso in fascia, sostenuti ciascuno da una base di tre gradini dello stesso; 2º bandato di rosso e d'oro di sei pezzi.
L'illustre casato conta un rilevante numero di soggetti che ricoprirono le primarie dignità dello Stato e le prelature eminenti, e molti furono ambasciatori alle corti estere e savi del Consiglio della Repubblica di Venezia. La famiglia è anche nota con Marco "Truno" a partire dalla metà XII secolo. Ebbe i rami di San Stae (Eustachio), di Candia, di San Benetto.
Le origini della famiglia
La famiglia Trón[1] (o Truno), di antica e cospicua nobiltà italiana[2] risalente al V secolo, sostenne fin dagli antichi tempi il tribunato, primeggiando nelle isole realtine.
Le sue origini sono piuttosto discordanti; si ritiene che la dinastia dei Tron sia la stessa dei Tribuno[3][4] e si ipotizza anche la discendenza con i Memmo (o Memmio) della Gens romana dei Memmii (Memmius)[5].
Le origini del nome sono anch'esse controverse, ma potrebbe derivare da Tribuno,[2] che nella Roma antica era il titolo e il grado di alti magistrati con attribuzioni politiche, amministrative e militari, abbreviato in Truno o Trono (dal latino tronus che vuol dire trono), ed infine chiamati Tron per l'accorciamento dei nomi nella lingua veneta.
La dinastia è certamente nota sin dai primi secoli dell'esistenza di Venezia e insediata nell'isola lagunare di Mazzorbo[1] (Magna Urbs), città maggiore prima di Venezia, che fu fondata dagli abitanti di Altino (Altinum) in fuga dall'invasione dei Longobardi(VII secolo) e distrutta nel X secolo dagli Ungari. Mazzorbo era soprattutto un grande centro religioso composto da ben cinque monasteri, dove venivano educati i giovani patrizi e futuri governanti della Serenissima prima della nascita delle università veneziane nel XIII secolo.
Scipione Agnello Malici, negli Annali di Mantova (lib. VI), afferma che la famiglia era venuta da Mantova[2] nelle isole venete, per la irruzione di Attila nel V secolo. Altre informazioni storiche li indicano provenienti da Mazzorbo ma oriundi di Ancona.[1][6]
I Tron nel 966, insieme con altre famiglie, eressero la chiesa dedicata a San Eustachio o San Stae a Venezia[7] e la scomparsa chiesa di San Boldo nel 1088[8], allora intitolata a Sant'Agata e bruciata nell'incendio del 1105. Eressero anche le chiese di San Ubaldo e di San Jacopo di Palude o San Giacomo in Paludo nell'isola veneziana che Orso Badoer, nel 1046, concesse a Giovanni Trono di Mazzorbo per costruirvi un monastero dedicato a San Giacomo Maggiore.
^abGiuseppe Tassini, Curiosità Veneziane vol. 2, note integrative e revisione a cura di Marina Crivellari Bizio, Franco Filippi, Andrea Perego, Venezia, Filippi Editore, 2009 [1863], ISBN978-88-6495-063-1.
^ Marcello Brusegan, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità delle chiese di Venezia, Newton Compton, 2004, p. 390, ISBN978-88-541-0030-5.