Diana cacciatrice (Orazio Gentileschi)
La Diana cacciatrice (in francese: Diane Chasseresse) è un dipinto barocco del pittore Orazio Gentileschi, realizzato tra il 1624 e il 1630 e conservato al museo delle belle arti di Nantes.[1] StoriaAcquistato dall'artista da Rocher du Plessis de Liancourt, duca di La Roche-Guyon, nel 1630, il dipinto potrebbe essere stato realizzato sia durante il soggiorno di Gentileschi in Francia, al servizio di Maria de' Medici, sia durante il suo soggiorno a Londra, quando Rocher du Plessis de Liancourt era l'ambasciatore di Luigi XIII presso la corte d'Inghilterra.[2] Il duca fece esporre questo quadro nel suo palazzo parigino, in rue de Seine.[2] Il dipinto è entrato a far parte delle collezioni del museo d'arte nantese nel 1965. Il restauro degli anni 2010 ha permesso di riscoprire la delicatezza dei toni della pelle, con sfumature rosee e viola, così come la lucentezza verde metallico del vestito.[2] DescrizioneLa dea Diana è rappresentata con i suoi attributi: con uno spicchio di luna sopra la testa, mentre suona un corno da caccia, armata con l'arco e le frecce forgiate dai ciclopi e accompagnata da un levriero.[2] Gentileschi offre una visione sia fredda che sensuale della dea, conforme alla sua caratterizzazione nella mitologia greco-romana.[2] Il dipinto riprende tutte le influenze del pittore: il Caravaggio nel suo gusto per i giochi di luce, dal quale tuttavia si allontana per lo stile virtuosistico e smaltato del dipinto, il manierismo toscano e la scuola di Fontainebleau nella torsione serpentina e anatomicamente impossibile di Diana.[2][3] Il dipinto influenzò la pittura francese della sua epoca, in particolare gli artisti Laurent de La Hyre e i fratelli Le Nain.[2] Una replica si trova al museo della Caccia e della Natura a Parigi.[4] Note
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