Luis Aparicio
«Luis Aparicio è l’unico ragazzo che io abbia visto andare dietro la seconda base, voltarsi e tirare in prima mettendo out Mickey Mantle. Aveva un braccio sicuro come nessuno.» Luis Ernesto Aparicio Montiel (Maracaibo, 29 aprile 1934) è un ex giocatore di baseball venezuelano. Ha disputato 18 stagioni nella Major League Baseball (MLB), vincendo una edizione delle World Series e 9 Guanti d'Oro, e guidando la classifica dell'American League per basi rubate per nove stagione consecutive, dal 1956 al 1964. Nel 1984 è stato inserito nella Baseball Hall of Fame.[1] CarrieraAparicio firmò come free agent prima dell'inizio della stagione 1954, con i Chicago White Sox. Debuttò nella MLB il 17 aprile 1956, al Comiskey Park di Chicago contro i Cleveland Indians. Concluse la sua stagione d'esordio alla guida della classifica dei giocatori per basi rubate e venne nominato Rookie dell'anno. Nel 1958 venne convocato per la prima volta per l'All-Star Game e vinse il primo Guanto d'oro. Il 14 gennaio 1963, i White Sox scambiarono Aparicio e Al Smith con i Baltimore Orioles, in cambio di Ron Hansen, Dave Nicholson, Pete Ward e Hoyt Wilhelm. Nel 1966 è diventato campione delle World Series, vinte dagli Orioles per 4-0, contro i Dodgers. Il 29 novembre 1967, gli Orioles scambiarono Aparicio, assieme a John Matias e Russ Snyde, con i White Sox per Don Buford, Bruce Howard e Roger Nelson. Il 1º dicembre 1970, venne scambiato con i Boston Red Sox per Luis Alvarado e Mike Andrews. Luis Aparicio giocò la sua ultima partita nella MLB il 28 settembre 1973, contro i Brewers. Quando venne svincolato dai Red Sox il 26 marzo 1974 e si ritirò ufficialmente; Aparicio era l'interbase ad aver giocato più partite ed aver accumulato più assistenze e doppi giochi della storia del baseball. Nel 1984 venne introdotto nella Baseball Hall of Fame e i Chicago White Sox ritirarono la sua maglia numero 11.[1][2] PalmarèsClub
Individuale
CuriositàLuis Aparicio, insieme a Ozzie Smith, è stato il modello per il personaggio di Aparicio Rodriguez nel romanzo L'arte di vivere in difesa di Chad Harbach[3]. Note
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